Apologia dell’ateismo/Nota bio-bibliografica

Nota bio-bibliografica

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Giuseppe Rensi nasce a Villafranca di Verona il 31 maggio 1871, dal medico Gaetano e da Emilia Wallner. Dopo aver frequentato il liceo a Verona si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova, passando poi a quella di Roma, dove si laurea nel 1893. Dopo aver esercitato per qualche tempo l’avvocatura il giovane Rensi, di idee socialiste, si trasferisce a Roma, dove dirige la Lotta di classe, collaborando anche alla Critica sociale di Filippo Turati e alla Rivista popolare di Napoleone Colajanni.

In seguito ai disordini milanesi del 1898 è costretto ad abbandonare l’Italia, riparando nel Canton Ticino, dove continua la sua attività di avvocato e pubblicista, pubblicando articoli sul Dovere di Bellinzona e sull’Azione di Lugano e lavorando dal 1906 come caporedattore del Coenobium di Lugano, rivista religiosa internazionale fondata da Enrico Bignami.

In Svizzera Rensi ricopre anche importanti cariche politiche (è deputato socialista e poi segretario del Consiglio di Stato) e sposa la pedagogista Lauretta Perucchi, dalla quale avrà due figlie: Algisa (che prenderà i voti con nome di suor Maria Grazia) ed Emilia, che seguirà le orme del padre scrivendo testi filosofici.

In questo periodo offre ospitalità a Benito Mussolini, allora anch’egli socialista. L’episodio è raccontato dalla moglie del filosofo: “Proprio alla villetta di Bellinzona bussò una sera un uomo che fuggiva da una piccola folla che egli aveva arringato sulla piazzetta suscitando liti e violenze e che la polizia disperse… Quell’uomo era Mussolini; sapeva dove abitava R. E, pur non conoscendolo, gli chiedeva ospitalità per quella notte. Fu accolto, non dirò con entusismo; fu rifocillato e ospitato…"7.

Nel 1903 torna in Italia e si stabilisce a Verona, continuando il lavoro di avvocato ma approfondendo gli studi filosofici. Viene maturando in questi anni il distacco dal socialismo, che si compie in seguito alle discussioni sulla guerra libica e all’espulsione dell’interventista Leonida Bissolati, con la cui posizione Rensi concordava.

I libri che nel frattempo aveva pubblicato gli consentono di intraprendere a carriera universitaria. Nel 1911 ottiene la libera docenza in Filosofia morale all’Università di Bologna; insegna nel 1913-14 Filosofia del Diritto a Ferrara e dal 1914 al 1916 Filosofia al Magistero di Firenze. Dopo aver tenuto la cattedra di Filosofia Morale a Messina, giunge nel 1918 all’Università di Genova, dove insegnerà Filosofia morale fino al 1934.

Santino Caramella ricordava la lettura della prolusione accademica e la reazione dei genovesi all’insegnamento anticonformista di Rensi: “…il pubblico, dapprima freddo e curioso, di poi percorso da fremiti di obbiezione, proruppe infine in un applauso nutrito e lunghissimo. Giuseppe Rensi in un’ora aveva acquisito a sé e alla prosecuzione del suo insegnamento la stima e l’interesse dei genovesi".8”

Nel 1919 pubblica i Lineamenti di filosofia scettica, che danno una nuova direzione al suo pensiero, fino ad allora di orientamento neo-idealistico. In quel confuso momento politico difende nella Filosofia dell’autorità (1920) una forma di autoritarismo politico che lo avvicina al fascismo, dal quale Rensi si allontanerà progressivamente, fino alla aperta opposizione. Nel 1926 gli è impedito di raggiungere Ginevra, dalla cui Università è stato nominato libero docente di Filosofia morale; l’anno seguente viene sospeso dall’insegnamento e poi reintegrato; nel 1930 infine è arrestato insieme alla moglie. Riescono ad uscire dal carcere grazie a un espediente: un amico del filosofo, Emanuele Sella, invia al Corriere della Sera un finto necrologio di Rensi. Lo sdegno per la violenza del Regime che ne segue su molti giornali stranieri induce Mussolini a rimettere in libertà Rensi e la moglie.

Viene definitivamente allontanato dalla cattedra nel 1934. Ottiene in seguito un incarico alla biblioteca universitaria di Genova.

Muore il 14 febbraio del 1941, per le complicazioni di una operazione chirurgica. Gli amici che si erano raccolti numerosi per dare l’estremo saluto al filosofo furono dispersi dalla polizia.

Sulla sua tomba nel cimitero di Staglieno si trova la scritta: “Etsi omnes non ego”.9

Opere di Giuseppe Rensi

La scadenza dei diritti d’autore sulle opere di Rensi ha favorito la loro ripubblicazione, in edizioni in qualche caso improvvisate. Di seguito si indicano le prime edizioni delle opere rensiane e le più importanti riedizioni.

Una Repubblica italiana: il Canton Ticino, “Critica sociale”, Milano 1899.

Gli “Anciens Régimes” e la democrazia diretta, Colombi, Bellinzona 1902. Nuova edizione: La democrazia diretta, a cura di di Nicola Emery, Adelphi, Milano 1995.

L'immoralismo di Nietzsche, Carlini, Genova 1905.

Le antinomie dello Spirito, Soc. Libr. Ed. Petremolese, Piacenza 1910. Nuova edizione del solo capitolo sulla religione: La religione. Spirito religioso, misticismo e ateismo, a cura di A. Vigilante, Sentieri Meridiani, Foggia 2006

Sic et non. Metafisica e poesia, Libr. Ed. Romana, Roma 1910.

Il genio etico ed altri saggi, Laterza, Bari 1912.

Il fondamento filosofico del diritto, Ed. Libr. Petremolese, Piacenza 1912.

Sulla risarcibilità dei danni morali, Soc. Coop. Tip., Verona 1913.

Formalismo e amoralismo giuridico, Cabianca, Verona 1914.

La Trascendenza. Studio sul problema morale, Bocca, Torino 1914.

Lineamenti di filosofia scettica, Zanichelli, Bologna 1919. Nuova edizione a cura di N. Emery, Castelvecchi, Roma 2014.

La scepsi estetica, Zanichelli, Bologna 1920.

La filosofia dell'autorità, Sandron, Palermo 1920. Nuova edizione con nota di M. Sgalambro, De Martinis & C., Catania, 1993.

Polemiche antidogmatiche, Zanichelli, Bologna 1920.

L'orma di Protagora, Treves, Milano 1920.

Principi di politica impopolare, Zanichelli, Bologna 1920.

Introduzione alla scepsi etica, Perrella, Napoli 1921.

Teoria e pratica della reazione politica, La Stampa Commerciale, Milano 1922.

L'amore e il lavoro nella concezione scettica, Soc. Ed. Unitas, Milano 1923. Ristampa: Battiato, Catania 1933.

L'irrazionale, il lavoro, l'amore, Soc. Ed. Unitas, Milano 1923. Nuova edizione del capitolo sul lavoro: Contro il lavoro. Saggio sull'attività più odiata dall'uomo, a cura di F. Baleani, Gwynplaine, Camerano 2012.

Interiora rerum, Soc. Ed. Unitas, Milano 1924.

Apologia dell'ateismo, Formiggini, Roma 1925. Riedizioni: a cura di R. Chiarenza, La Fiaccola, Ragusa 1967; a cura di N. Emery, Castelvecchi, Roma, 2013

Realismo, Soc. Ed. Unitas, Milano 1925.

Apologia dello scetticismo, Formiggini, Roma 1926.

Autorità e libertà, Libreria Politica Moderna, Roma 1926. Nuova edizione a cura di A. Montano, Bibliopolis, Napoli 2003.

Il materialismo critico, Casa editrice sociale, Milano 1927. Nuova edizione ampliata: Casa del Libro, Roma 1934.

Spinoza, Formiggini, Roma 1929. Nuova edizione ampliata: Bocca, Torino 1941. Nuove edizioni: a cura di A. Montano, Guerini e Associati, Milano 1999; a cura di R. Evangelista, Edizioni Immanenza, Napoli 2014; a cura di L. Orlandini, Aragno, Torino 2019.

Scheggie. Pagine di un diario intimo, Bibliotheca Ed., Rieti 1930.

Cicute. Dal diario di un filosofo, Atanòr, Todi 1931.

Impronte. Pagine di un diario, Libreria Editrice Italia, Genova 1931.

Raffigurazioni. Schizzi di uomini e di dottrine, Guanda, Modena 1932.

Le aporie della religione, Etna, Catania 1932.

Sguardi. Pagine di un diario, La Laziale, Roma 1932.

Passato, presente, futuro, Cogliati, Milano 1932.

Motivi spirituali platonici, Gilardi e Noto, Milano 1933.

Scolii. Pagine di un diario, Montes, Torino 1934.

Vite parallele di filosofi: Platone e Cicerone, Guida, Napoli 1934.

Critica della morale, Etna, Catania 1935.

La filosofia dell'assurdo, Corbaccio, Milano 1937. Nuova edizione a cura di R. Chiarenza, Adelphi, Milano 1991.

Paradossi di estetica e dialoghi dei morti, Corbaccio-Dall'Oglio, Milano 1937.

Frammenti di una filosofia del dolore e dell'errore, del male e della morte, Guanda, Modena 1937. Nuova edizione a cura di M. Fortunato, Orthotes Editrice, Napoli 2011.

Figure di filosofi: Ardigò e Gorgia, Guida, Napoli 1938.

Autobiografia intellettuale. La mia filosofia. Testamento filosofico, Corbaccio, Milano 1939. Ristampa a cura di R. Chiarenza, Dall'Oglio, Milano 1989.

Poemetti in prosa e in verso, Istituto Tipografico Editoriale, Milano 1939.

La morale come pazzia, Guanda, Modena 1942. Nuova edizione a cura di N. Emery, Castelvecchi, Roma, 2013

Trasea, contro la tirannia, Dall'Oglio, Milano 1943.

Lettere spirituali, Bocca, Milano 1943. Nuova edizione a cura di R. Chiarenza e con uno scritto di L. Sciascia, Adelphi, Milano 1987.

Sale della vita, Dall'Oglio, Milano 1951.

Studi su Rensi

Sono indicati solo gli studi principali e in particolare gli Atti dei convegni dedicati a Rensi.

Aa. Vv., Giuseppe Rensi. Atti della “Giornata rensiana” (30 aprile 1966), a cura di M. F. Sciacca, Marzorati, Milano 1967.

Aa. Vv., Giuseppe Rensi. L’uomo, il filosofo, a cura di G. F. Viviani, Comitato di gestione della biblioteca e delle attività culturali, Villafranca di Verona 1992.

Aa. Vv., L'inquieto esistere. Atti del convegno su Giuseppe Rensi nel cinquantenario della morte (1941-1991), a cura di R. Chiarenza, N. Emery, M. Novaro, S. Verdino, EffeEmmeEnne, Genova, 1993.

Aa. Vv., Irrazionalismo e impoliticità in Giuseppe Rensi, a cura di F. Mancuso e A. Montano, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2009.

N. Emery, Lo sguardo di Sisifo. Giuseppe Rensi e la via italiana alla filosofia della crisi, Marzorati, Settimo Milanese 1997.

A. Montano, Giuseppe Rensi. Ethica ed etiche, Arte Tipografica, Napoli 2006.

Note

  1. Riportato in G. Vivenza, Giuseppe Rensi: appunti per una biografia, in Aa. Vv., Giuseppe Rensi. L’uomo, il filosofo, a cura di G. F. Viviani, Comitato di gestione della biblioteca e delle attività culturali, Villafranca di Verona 1992, p. 15. Cfr. M. Sarfatti, Dux, Mondadori, Milano 1932, p. 122. ↩

  2. S. Caramella, In memoria di Giuseppe Rensi, in Aa. Vv., Giuseppe Rensi. Atti della “Giornata rensiana” (30 aprile 1966), a cura di M. F. Sciacca, Marzorati, Milano 1967, p. 17. ↩

  3. Il motto è di origine evangelica: Gesù predice che i discepoli lo abbandoneranno, e Pietro risponde, nella traduzione latina della Vulgata: “Et si omnes scandalizati fuerint in te, ego numquam scandalizabor” (Se anche tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai) (Matteo, 26, 33). ↩