Giuseppe Rensi, Apologia dell’ateismo
Note
Tutte le 44 note del libro, capitolo per capitolo. Il numero riporta al punto del testo in cui la nota è richiamata.
Introduzione
- 1
Nel recente Heidegger e Michelstaedter. Un’inchiesta filosofica (tr. it., Mimesis, Roma-Udine 2021) Thomas Vašek non solo nota le notevoli affinità tra i due filosofi, ma ipotizza anche che Heidegger sia stato influenzato dalla lettura del filosofo italiano.
- 2
Cfr. K. Popper, I tre mondi. Corpi, opinioni e oggetti del pensiero, il Mulino, Bologna 2012.
- 3
Una ricerca recente che procede in questa direzione è quella di Riccardo Manzotti, di cui si veda: La mente allargata. Perché la coscienza e il mondo sono la stessa cosa, il Saggiatore, Milano 2019.
- 4
G. Rensi, Autobiografia intellettuale. La mia filosofia. Testamento filosofico, a cura di R. Chiarenza, Dall’Oglio, Milano 1989, p. 225.
- 5
Il saggio è stato ripubblicato in volume: G. Rensi, La religione, a cura di A. Vigilante, Sentieri Meridiani, Foggia 2006.
- 6
Sul concetto di attraversamento mi permetto di rimandare a A. Vigilante, Dell’attraversamento. Tolstoj, Schweitzer, Tagore, Petite Plaisance, Pistoia 2018.
- 7
Riportato in G. Vivenza, Giuseppe Rensi: appunti per una biografia, in Aa. Vv., Giuseppe Rensi. L’uomo, il filosofo, a cura di G. F. Viviani, Comitato di gestione della biblioteca e delle attività culturali, Villafranca di Verona 1992, p. 15. Cfr. M. Sarfatti, Dux, Mondadori, Milano 1932, p. 122.
Nota bio-bibliografica
- 7
Riportato in G. Vivenza, Giuseppe Rensi: appunti per una biografia, in Aa. Vv., Giuseppe Rensi. L’uomo, il filosofo, a cura di G. F. Viviani, Comitato di gestione della biblioteca e delle attività culturali, Villafranca di Verona 1992, p. 15. Cfr. M. Sarfatti, Dux, Mondadori, Milano 1932, p. 122.
- 8
S. Caramella, In memoria di Giuseppe Rensi, in Aa. Vv., Giuseppe Rensi. Atti della “Giornata rensiana” (30 aprile 1966), a cura di M. F. Sciacca, Marzorati, Milano 1967, p. 17.
- 9
Il motto è di origine evangelica: Gesù predice che i discepoli lo abbandoneranno, e Pietro risponde, nella traduzione latina della Vulgata: “Et si omnes scandalizati fuerint in te, ego numquam scandalizabor” (Se anche tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai) (Matteo, 26, 33).
Avvertenza
- 10
“Dissiperò tutta la nube che ora / frapposta al tuo sguardo ottunde la vita mortale / e intorno umida annebbia.” Virgilio, Eneide, Libro II, vv. 604-606. Traduzione di Luca Canali (Fondazione Lorenzo Valla / Mondadori, Roma-Milano 1978-1983). [NdC]
- 11
“Così la religione fu calpestata / sotto i piedi mortali / e quella vittoria ci solleva alle stelle.” Lucrezio, De Rerum Natura, Lib. I, vv.78-79. Traduzione di Enzio Cetrangolo (Sansoni, Milano 1978). [NdC]
Capitolo IChe cosa è l’Essere
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“Ciò vi farà credere e vi renderà ebeti”. Pascal, Pensieri, 233. Si tratta del famoso pensiero nel quale il filosofo francese presenta l’argomento della “scommessa”. Il non credente può scommettere sull’esistenza di Dio. Se Dio non esiste, non avrà perso nulla; se esiste, avrà guadagnato il paradiso.[NdC]
- 13
“La determinazione è negazione.” Il principio è più noto nella forma “Omnis determinatio est negatio” (“Ogni determinazione è negazione”), ma è stato espresso da Spinoza in una lettera a Jarig Jelles del 1674 nella forma qui presentata da Rensi. [NdC]
Capitolo IIDio è il non-Essere
- 14
Libera citazione dal De Trinitate di Agostino d’Ippona (Libro V, 2): “[…] ut sic intellegamus Deum, si possumus, quantum possumus, sine qualitate bonum, sine quantitate magnum, sine indigentia creatorem, sine situ praesentem, sine habitu omnia continentem, sine loco ubique totum, sine tempore sempiternum, sine ulla sui mutatione mutabilia facientem, nihilque patientem.” “Dunque concepiamo Dio, se possiamo, per quanto possiamo, buono senza qualità, grande senza quantità, creatore senza bisogno, al primo posto senza posizione, contenente ogni cosa senza figura, ovunque interamente senza luogo, eterno senza tempo, artefice delle cose mutevoli senza alcun mutamento, che nulla subisce”. [NdC]
- 15
Questo testo si trova nei Soliloquia animae ad Deum, erroneamente attribuiti ad Agostino d’Ippona. Traduzione: “sopra ogni essenza intellegibile ossia intellettuale e sensibile”, “sopraesseziale e sopraintellegibile”. [NdC]
- 16
Agostino d’Ippona, De ordine, II, 16.44: “Si conosce meglio ignorando”. [NdC]
- 17
Agostino d’Ippona, De Ordine, 18, 47: “Di lui non v’è scienza nell’anima, se non sapere in che modo non conoscerlo”. [NdC]
- 18
Agostino d’Ippona, Enarrationes in Psalmos, salmo 85, 12: “Questo solo ho potuto dire, cosa non è. Chiedi cos’è? Ciò che l’occhio non ha visto né l’orecchio ha udito, né è giunto al cuore dell’uomo”. [NdC]
- 19
“Essenza si dice Dio, ma propriamente non è essenza, cui non si oppone nulla; dunque è yperousios, vale a dire sopraessenziale, Ugualmente si dice bontà, ma propriamente non è bontà; infatti la bontà si oppone alla cattiveria; dunque è yperagathos, più che buono, e yperagathotes, cioè più della bontà”. Joannis Scoti Erigenae De divisione naturae libri quinque, Theatro Sheldoniano, Owford 1681, Lib. I, 16, p. 10. [NdC]
- 20
“Dio dunque non sa cosa sia lui stesso, poiché non è qualcosa”. Ivi, Lib. II,28, p. 78. [NdC]
- 21
Angelus Silesius, Cherubinischer Wandersmann (Il pellegrino cherubico), 200. Nel testo c'è un refuso: wahraftig invece di wahrhaftig. [NdC]
- 22
Il termine Vedanta indica la speculazione filosofica che si è sviluppata in India dopo il Veda, comprendente in primo luogo le Upaniṣad. Quello citato da Rensi è il noto passo (più volte ripreso nei suoi testi) della Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad. Si veda Upaniṣad, a cura di Raphael, Bompiani, Milano 2010, p. 155. [NdC]
- 23
Agostino d’Ippona, De Trinitate, Libro VII, 4, 7: “La verità di Dio si coglie meglio con il pensiero che con la parola, ma è più vero di quanto si riesca a pensare”. [NdC]
- 24
Agostino d’Ippona, De Civitate Dei (La città di Dio), Lib. XXII, 24: “tutto ciò che in qualche modo esiste”. [NdC]
- 25
“Tutte le cose che finiscono sotto il senso corporeo o la percezione dell’intelligenza si può dire razionalmente che esistano; tutte le cose che, per l’eccellenza della loro natura, non sono sfuggono ad ogni senso, ma anche all’intelletto e alla ragione, sembra giustamente che non esistano.” Joannis Scoti Erigenae De divisione naturae, cit., I, 3, p. 1. [NdC]
- 26
“Per una certa consuetudine umana si dice essere qualunque di queste cause che si conosca per la generazione nella materia, formata nel tempo e nello spazio.” Ivi, Lib. I, 5, p. 2. [NdC]
- 27
“La virtù dei semi, nel tempo in cui resta in silenzio nei recessi della natura e non appare, si dice non essere.” Ivi, Lib. I, 5, p. 2. [NdC]
- 28
“Di Dio propriamente non si può dire nulla, poiché supera ogni intelletto e tutti i significati sensibili e intellegibili, egli che si conosce meglio ignorandolo, la cui ignoranza è vera sapienza.” Ivi, Lib. I, 68, p. 38. [NdC]
- 29
“Solo è davvero”; “somma causa di tutto e sommo principio”. Ivi, Lib. I, 65, p. 37. [NdC]
- 30
“Dio per sé è amore, per sé è visione, per sé è movimento; e tuttavia non è né movimento, né visione, né amore, ma più che amore, più che visione, più che movimento.” Ivi, Lib. I, 77, p. 44. [NdC]
- 31
“Muove sé stesso ed è mosso da sé stesso in sé stesso e in noi; ma tuttavia non muove sé stesso, né è mosso da sé stesso, in sé stesso e in noi, poiché più che muove ed è mosso in sé stesso e in noi.” Ibidem. [NdC]
- 32
“La somiglianza dei simili e la dissomiglianza dei dissimili, l’opposizione degli opposti e la contrarietà dei contrari.” Ivi, Lib. I, 74, p. 41. [NdC]
Capitolo IIIGli attributi di Dio
- 33
“[…] O che cosa di nuovo / poté così tardi allettarli, essi già quieti, / a mutare il consueto lor modo di vita?”. Lucrezio, De Rerum Natura, Lib. 5, vv. 168-169, traduzione di Enzio Cetrangolo citata.
Capitolo IVI falsi Dio
- 34
“Nozioni che siamo soliti inventare”. Spinoza, Ethica, Parte IV, Prefazione. [NdC]
- 35
Eduard von Hartmann (1842-1906), autore della Philosophie des Unbewussten (Filosofia dell’inconscio), uscita nel 1869, in cui, come nota qui Rensi, opera una sintesi di Schelling, Hegel e Schopenhauer. Dell’opera, tutt’altro che trascurabile, non esiste alcuna edizione italiana. [NdC]
- 36
“Contradictio in adjecto” (contraddizione nell’attributo) si ha quando a un sostantivo è associato un attributo con esso incompatibile. Scibolet (meglio: shibboleth) è una parola che per la difficoltà di pronuncia serve a individuare chi è estraneo a un gruppo; in senso lato indica dunque un segno di riconoscimento. [NdC]
- 37
“Filosofia del guadagno”, “ballano al ritmo del ministro”. [NdC]
- 38
"L’uomo infatti deve essere sapiente, se lo è, per restare tale, e se non lo è, per diventarlo, Dio invece non dev’essere sapiente, ma lo è”. Agostino d’Ippona, Lettera 162. [NdC]
Capitolo VEstetica, etica e religione dell’ateismo
- 39
“Fiammanti barriere dell’universo”. Lucrezio, De Rerum Natura, Libro I, v, 73. Traduzione di Enzio Cetrangolo citata. [NdC]
- 40
“Gli atomi certo non si disposero / per accorto consiglio ciascuno a suo posto / né strinsero patti sui loro movimenti: / ma perché in mille modi da tempo infinito / attraverso l’immenso aggirandosi e urtandosi / ogni sorta di moto e d’unione tentarono / finché finalmente raggiunsero / la forma in cui ora il mondo consiste.” Lucrezio, De Rerum Natura, Libro I, vv. 1021-1028. Traduzione di Enzio Cetrangolo citata. [NdC]
- 41
Giacomo Leopardi, Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco (Operette Morali, XIV). [NdC]
- 42
Brano del biologo tedesco Ernst Heinrich Haeckel (1834–1919). [NdC]
- 43
“Amore intellettuale di Dio”. [NdC]
