Avvertenza

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Omnem, quae nunc obducta tuenti\

mortalis hebetat visus tibi et humida circum\

caligat, nubem eripiam.10

Virgilio

Quare religio pedibus subiecta vicissim opteritur, nos exaequat victoria caelo.11

Lucrezio

Allo spiritello critico di Mileti

Come un musicista, così un filosofo può talora avere il desiderio di eseguire una sonata su di una corda sola — quella che gli pare più opportuna in date circostanze far udire — e riuscirci; pur conoscendo che altre corde vi sono nel suo stromento che si potrebbero toccare, e pur sapendo, o da sole o unitamente a quella su cui ora svolge il suo motivo, toccare anche quest'altre.

La lettura di questa apologia e specialmente dei capitoli I e II di essa, potrebbe venir utilmente integrata con quella dei miei due volumi Interiora Rerum e Realismo, dove si troveranno delucidazioni e conferme.

G. R.

Note

  1. “Dissiperò tutta la nube che ora / frapposta al tuo sguardo ottunde la vita mortale / e intorno umida annebbia.” Virgilio, Eneide, Libro II, vv. 604-606. Traduzione di Luca Canali (Fondazione Lorenzo Valla / Mondadori, Roma-Milano 1978-1983). [NdC] ↩

  2. “Così la religione fu calpestata / sotto i piedi mortali / e quella vittoria ci solleva alle stelle.” Lucrezio, De Rerum Natura, Lib. I, vv.78-79. Traduzione di Enzio Cetrangolo (Sansoni, Milano 1978). [NdC] ↩