Dio è falso/Bibliografia minima

Bibliografia minima

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Un percorso bibliografico non può che partire dalla lettura dei cosiddetti testi sacri. La traduzione della Bibbia impiegata in questo libro è quella della Conferenza Episcopale Italiana nell’edizione del 2008. Qualsiasi altra edizione condotta sui testi originali è equivalente, mentre sconsiglio edizioni confessionali derivate da altre traduzioni. La cosa migliore è confrontare, soprattutto su alcuni passi, più edizioni, cosa resa facile dalla disponibilità nella rete Internet di tutte le principali traduzioni.

Una lettura interessante è quella degli apocrifi, sia dell’Antico che del Nuovo Testamento: Apocrifi dell’Antico Testamento, UTET, Torino 1981-2000 (5 volumi) a cura di Paolo Sacchi e I vangeli apocrifi, Einaudi, Torino 1990, a cura di Marcello Craveri.

Per il Corano la traduzione italiana ufficiale è quella di Hamza Roberto Piccardo, pubblicata in cartaceo da Newton Compton (Roma 2001) e disponibile anch’essa in rete.

Una storia del cristianesimo dal punto di vista ateistico, estremamente approfondita e molto critica (fin dal titolo) è la Storia criminale del cristianesimo di Karlheinz Deschner, in dieci volumi. L’opera è stata pubblicata in Italia da una piccola casa editrice di Milano, Ariele, tra il 2000 e il 2013. Deschner è autore anche di una storia critica della Chiesa cattolica, Il gallo cantò ancora (Massari, Bolsena 1998).

Una storia ugualmente approfondita dell’ateismo è L’ateismo e la sua storia in Occidente di Fritz Mauthner, in quattro volumi (Nessun Dogma, Roma 2014).

Una ricostruzione appassionata e rivelatrice dell’affermazione violenta del cristianesimo sul mondo pagano è Nel nome della croce. La distruzione pagana del mondo classico di Catherine Nixey (Bollati Boringhieri, Torino 2018). Tra le poche voci pagane che sono giunte almeno parzialmente fino a noi, quelle dei filosofi Porfirio e Celso: Porfirio, Contro i cristiani, Bompiani, Milano 2009, a cura di Giuseppe Muscolino; Celso, Contro i cristiani, BUR, Milano 1989, a cura di Salvatore Rizzo.

Il pensiero ateistico si è sviluppato in Occidente in età moderna. Tra i filosofi che hanno avviato la lettura critica della Bibbia va segnalato Spinoza, il cui Trattato teologico-politico, di cui esistono diverse edizioni italiane, suscitò enorme scandalo, al punto da essere definito “un libro forgiato all’inferno” (questo è il titolo di un libro di Steven Nadler che ricostruisce la vicenda dell’opera). Spinoza fu scomunicato da giovane dalla comunità ebraica, mentre la sua opera fu da subito condannata sia dalla Chiesa cattolica che da quella protestante. Ma di Spinoza si consiglia anche la lettura dell’Etica, tra le opere più alte della filosofia occidentale.

Tra il Sei e il Settecento si sviluppa una vera letteratura critica nei confronti della religione. Di grande interesse è la lettura del Testamento di Jean Meslier, di cui si è più volte parlato nel corso del testo. Si tratta di un’opera poderosa, di cui in italiano esiste una sola edizione integrale, ma ridotta e adattata per renderla più leggibile: Memorie intellettuali e sentimentali, a cura di Franco Virzo, Diderotiana, s.l. 2019. Presso la stessa casa editrice sono disponibili, con la traduzione dello stesso Virzo, due opere del barone d’Holbach: Il cristianesimo svelato e L’infezione del sacro.

Il 9 febbraio 1619 venne eseguita la condanna a morte del filosofo Giulio Cesare Vanini, condannato per ateismo e blasfemia. Gli venne tagliata la lingua, poi fu strangolato e il suo corpo venne dato alle fiamme. Aveva trentaquattro anni. Per una prima introduzione al suo pensiero, si veda Morire allegramente da filosofi. Piccolo catechismo per atei, a cura di Mario Carparelli, Il Prato, Saonara 2011. Una sintesi efficace del pensiero libertino è nel famigerato e scandaloso Trattato dei tre impostori, una compilazione di scritti di Bodin, Charron, Vanini, Naudé eccetera preceduta da una vita di Baruc Spinoza, diventato presto simbolo dell’ateo virtuoso. In italiano ne esiste un’accurata edizione Einaudi (Torino 1994), da cui mi piace citare un solo passo (p. 175):

Ai soli cristiani è consentito essere assassini, perfidi, traditori, e infierire gli uni contro gli altri con ogni sorta di disumanità contro i vivi, i morti, l’onore, la vita, la memoria, gli spiriti, i sepolcri e le cereneri usando fuoro, ferro, libelli molto pungenti, maledizioni, espulsioni dal cielo e dalla terra, disseppellimentui, incendi di ossa e di tombe, purché serva alla sicurezza o all’affermazione del proprio partito, e al regresso dell’alltro.

Tra le altre opere di questo periodo segnalo ancora i Dialoghi sulla religione naturale di David Hume (BUR, Milano 2013) e il Dizionario filosofico di Voltaire, di cui esistono diverse edizioni.

Nell’Ottocento l’ateismo riceve grande impulso dal pensiero di Ludwig Feuerbach (in particolare L’essenza del Cristianesimo, Ponte alle Grazie, Firenze 1994) e di Karl Marx. Nell’opera La gaia scienza del 1882 (disponibile in diverse edizioni) Friedrich Nietzsche annuncia la morte di Dio, influenzando in modo decisivo il pensiero del Novecento che è, si può dire, tutto sotto il segno dell’ateismo. Tra i pensatori italiani ateo militante è stato Giuseppe Rensi, di cui segnalo l’Apologia dell’ateismo (endehors, 2021) e La religione. Spirito religioso, misticismo e ateismo (Sentieri Meridiani, Foggia 2006), entrambi a cura di chi scrive.

Tra le opere più recenti in campo filosofico vanno segnalate quelle di Michel Onfray, che si richiama al pensiero libertino; in particolare il suo Trattato di ateologia (Fazi, Roma 2005) ha suscitato un ampio dibattito. Grande successo hanno incontrato anche Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) del matematico Piergiorgio Odifreddi (Longanesi, Milano 2007) e L’illusione di Dio (Mondadori, Milano 2007) dello scienziato Richard Dawkins.